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L'Indipendenza del Canton Ticino

La Storia del Canton Ticino

Il Canton Ticino confina su più fronti con regioni italiane, con le quali condivide laghi, monti e secoli di storia. Fino al Medioevo le sorti di questa zona della Svizzera furono, infatti, simili a quelle di alcuni Stati del nord Italia (in particolare di Milano) accomunati dalla dominazione romana, le invasioni barbariche e le contese fra le signorie intente ad affermare il proprio dominio.

La storia si trasformò sul finire del XV secolo, quando sui territori del futuro Canton Ticino scesero i confederati svizzeri che progressivamente conquistarono le fertili valli e le città nel corso di diverse campagne militari. Nel primo ventennio del XVI secolo si andarono così a definire confini simili a quelli attuali, sebbene il cantone fosse stato suddiviso in otto aree chiamate bagliaggi, ciascuno dei quali vincolato ad uno o più cantoni.

Per raggiungere la propria unità e la contestuale indipendenza le terre del Ticino dovettero, infatti, attendere gli inizi dell'Ottocento e all'arrivo di Napoleone, il quale favorì la costituzione del Cantone che entrò a far parte della Repubblica Elvetica. 

Con la rivoluzione del 1830 il popolo riuscì poi ad imporre le sue richieste di una Costituzione che garantisse i diritti fondamentali dei cittadini del Canton Ticino, Legge Fondamentale tanto agognata, ma non capace di spegnere una guerra intestina fra gli svizzeri ticinesi che per l'intera metà dell'Ottocento si divisero tra conservatori e liberali arrivando a sfiorare la guerra civile.

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